Benedetto mare

Benedetto mare, ogni volta il solo pensarti suscita in me una profonda sensazione di quiete e reverenza.

La LUCE

Alla vista del mare, mi sento al cospetto  di un Essere immenso, quante rive che tocca, quante storie conosce, quante ne custodisce, è senza tempo e dalla forma sempre mutevole, ricco, potente, nutriente, rasenta la sacralità, e mi chiedo se coloro che hanno la fortuna di vivergli accanto potendolo vedere ogni giorno, sono consapevoli delle grandi benedizioni che continuamente ricevono .

Poter toccare il mare anche solo con lo sguardo, secondo me è una bellissima ed immensa grazia.

La vista del mare spalanca il mio cuore colmandolo di bellezza, di gratitudine e di gioia.

Il mare ci riconnette ai ritmi, ai cicli della natura, alle nostre fasi vitali, ci permette di percepire la nostra vitalità facendoci sentire vivi, concedendo al femminile ormai assopito in noi di risvegliarsi.

Quante acque intorno a noi

Nelle nostre corse frenetiche abbiamo dimenticato che siamo fatti principalmente di acqua e come l’acqua siamo soggetti ai cicli delle lunazioni.

Per noi ogni giorno è uguale, ma il mare ci rammenta che così non è, il mare si mostra in tutta la sua verità, con alte e basse maree, con le sue profondità, con i bagnasciuga sempre diversi, e quando diviene tutt’uno con il cielo e l’orizzonte è solo una linea luminosa che si perde fra tonalità di blu e colori, ecco che con il canto delle sue onde pare giocare creando schiume e cavalloni. E che dire delle moltitudini di esseri che lo abitano: le piante, gli animali, i micro organismi, le ondine, fino ai personaggi mitologici ..quante leggende, fiabe e storie che incrociano la verità.

L’abbraccio del mare

Lei accoglie sempre, odDio ho detto lei.. sì per me il mare è una lei, è “la Mer” come dicono mare i francesi,  e “Mère” ovvero la madre, la Grande madre, il grande ventre materno che sempre ci contiene e nutre mostrandoci ciò che siamo.

I bambini al mare sono maestri nel manifestare il legame profondo che lega tutti noi a questa immensa distesa di acque.

La forza

Poter vedere il mare, ogni volta in me suscita stupore e meraviglia. Cambia colore a seconda delle stagioni, del clima, del momento della giornata, della latitudine, della presenza di sabbia o di roccia, è una grande signora che mostra i propri umori e sa come tenere tutti al loro posto. Quando si ingrossa non ce n’è per nessuno, ma quando è calma è una vera gioia giocare nelle sue acque e lasciarsi cullare da esse.

C’è una bellissima preghiera scritta da Paramansa Yogananda che dice ” Onda del mare rendimi mare, prendimi mare, rendimi mare..”, a Swamij Shivananda piace cantarla e ci sprona ad entrare nel flusso di questo canto. Il mare ci chiede una resa ogni volta che ci immergiamo nelle sue acque, già.. la resa.. non è semplice arrendersi, ma per restare a galla a filo d’acqua, occorre lasciarsi andare, fidarsi, affidarsi a quell’immenso specchio che con il suo fluttuare ci culla e ci rasserena, ci accompagna come faceva il battito del cuore di nostra madre quando crescevamo dentro di lei, e ora quel ritmo ancestrale ci accompagna nella quiete che regna in ognuno di noi, spesso inconsapevolmente. Surrender, questa è la parola “d’ordine” per riuscire a percepire il Divino in azione in ogni cosa, anche nell’abbraccio del mare. Che meraviglia.

la Gioia

Se solo fossimo più consapevoli dell’illimitata benevolenza che il mare elargisce, in sua presenza potremmo guarire le nostre ferite più profonde, potendo così  riconnetterci alle nostre origini, a chi siamo davvero, alla nostra bellezza e unicità, nel far parte del Tutto.

Il canto del mare mi fa sentire protetta, cullata, amata come avvolta dalle braccia della Grande Madre, e ciò mi accheta, pacifica il mio corazon.

In gioventù ho avuto la fortuna di poter studiare a Riccione, e in quei miei anni da adolescente, l’essere vicina al mare e poter camminare sulla spiaggia a piedi nudi anche d’inverno, mi ha permesso di non perdermi, e di non sentirmi mai sola.

La Mer si è presa cura di me anche quando io non ne ero consapevole, ora lo so.

Il Nettuno a Bologna

Intimamente legata al mare, ho come una profonda venerazione, sento un forte legame, astrologicamente sono una nettuniana, figlia di Nettuno e delle sue acque, ma probabilmente c’è qualcosa di più remoto che mi lega al mare.

Da giovanissima ho vissuto un evento spiacevole che mi ha portata a vivere la paura di essere ingoiata dal mare e mi ha tenuta, per anni, lontana dall’immergermi dove non si toccava e dove non potevo vederne il fondale, paura che potesse avvenire qualcosa all’improvviso ed essere così risucchiata via. Grazie ad una meditazione profonda che mi ha condotta in un viaggio multidimensionale, ho compreso il motivo di tale stato d’animo. Come in un sogno ad occhi aperti, ho visto l’evento che ha lasciato un segno così tangibile dentro di me. La paura di morire affogata era legata ad un evento cruento e catastrofico avvenuto tantissimo tempo fa, coscientemente sapevo che ciò che stavo guardando era la fine di Atlantide, evento al quale ho assistito inerme, e seppure a distanza di tempo, il rimembrare ciò che allora accadde, ancora mi lascia basita e con un profondo senso di disperazione. Ora so che molti di noi che vivono o hanno vissuto questa paura inconscia del mare, seppure amandolo visceralmente, hanno un qualche legame con Atlantide.

La bellezza

In questa vita, ho avuto la fortuna di potermi immergere in mari bellissimi, ho amato la Sardegna con le sue meravigliose acque turchesi, le lunghe spiagge della Grecia che mi hanno fatta sentire a casa d’altronde il mio cognome è di origine greca, le meravigliose acque dell’Indonesia dove mi sono immersa insieme ai miei figli che mi hanno aiutata a vincere ogni timore. Ringrazio la Vita perché mi ha sempre colmata di doni, e so che occorre avere il cuore aperto e occhi vigili per poterli scorgere sempre, nelle grandi e nelle piccole cose che ci accadono ogni giorno.

È così il mare, talmente bello e pieno di grazia d’ avere la capacità di “rapirmi” ogni volta che lo osservo. Io abito sui monti, ma quando mi capita di percorrere l’ autostrada Adriatica, mentre guido, comincio a percepire la presenza de la mar pur senza vederla, e ad un certo punto sento che devo girarmi verso sinistra perché lei è lì, è presente e vibra in tutta la sua bellezza, e allora tra lei e me comincia una sorta di dichiarazione d’amore silente, e l’unica cosa che mi riesce di dire è “.. ma lo sapranno coloro che possono vederla ogni giorno di che grandi benedizioni godono? “ e poi “Quanto si bella! Sei bellissima!    Grazie Mer.”.

Questo corteggiamento si ripete ogni volta che viaggio verso la Puglia dove vive la mia famiglia del cuore . Jai Ma .

Consigli..

2 commenti:

  1. Meraviglioso scritto, mi ritrovo nel tuo scritto anche io resterei ore a guardare il mare, chiudo gli occhi ed ho un parsaggio visto lo scorso anno dove guardando dalla finestra del salotto di questa casa si vedeva il mare…quando cerco pa interiore chiudo gli occhi e sono li…
    Grazie x questa meraviglioso scritto

  2. Carissima Manu che bello leggerti, ben ritrovata,
    grazie per queste tue parole, ti abbraccio forte <3

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